SOS
Alzheimer è un’associazione di volontariato
con sede a Roma (Viale Bruno Rizzieri, 120), la cui missione è ottenere
le cure adeguate per i malati affetti dal Morbo di Alzheimer e da tutte le
forme di demenze senili e degenerative e l’appropriato
sostegno alle famiglie.
Per raggiungere tale missione, SOS Alzheimer si propone come
interlocutore e portavoce dei malati e dei loro familiari presso le
Istituzioni pubbliche e private.
A volte la vita ci pone di fronte a prove difficili ed a scelte
impegnative. Prima che mio padre si ammalasse di Alzheimer non
conoscevo affatto la differenza tra un medico psicologo, un neurologo,
un patalogo, un geriatra e la mia vita fino a quel momento era
trascorsa nella più serena incoscienza: e non me ne rendevo
conto. Tutto ad un tratto, quel padre che per me era stato la via
maestra della mia esistenza, mi chiedeva aiuto e mi appariva
disorientato e confuso. Quell’uomo forte e rigoroso era
improvvisamente diventato insicuro ed in balia delle sue paure e delle
sue debolezze.
Da figlia viziata, ho, perciò, dovuto velocemente
trasformarmi in “capo di casa”, responsabile della
gestione della famiglia. Non è stato facile. In primis
accettare la malattia di papà - e non l’ho ancora
accettata - ed ancor più difficile sostituirmi a lui,
cercando, al tempo stesso, di aiutarlo nel miglior modo possibile.
Così la mia famiglia si è trovata nel tunnel
della disperazione: la malattia che progrediva velocemente, io e mia
madre impotenti, papà sempre più lontano ed
irriconoscibile.
E così abbiamo cominciato a visitare i centri UVA, gli
Ospedali, le cliniche e gli studi privati di mezza Italia, trovandoci
di fronte ad una varietà sconfinata di medici. Ma la
diagnosi, quasi per tutti, sempre la stessa. Con l’evolvere
della malattia, io, consapevole, purtroppo, dell’inesistenza
di una terapia farmacologica efficace, ho preso a leggere, a
documentarmi, a dialogare via e-mail con centri di ricerca americani,
quasi per voler esercizzare in qualche modo la malattia del
“lungo addio”, con la speranza sempre manifesta, di
trovare un rimedio risolutivo per mio padre così come per i
tanti malati che negli anni ho conosciuto insieme al dolore ed al
dramma dei loro familiari, sconvolti dalla tristezza e dalla violenza
impietosa del Morbo di Alzheimer.
È così che nasce l’Associazione
nazionale - onlus “SOS Alzheimer”. Per dare una
risposta? Me lo auguro. Sicuramente per tentare di informare il
più correttamente possibile le famiglie dei malati su che
cosa è la malattia, su come si può manifestare,
sulle conseguenze che comporta. Informare e sostenere le famiglie che
troppo spesso sono lasciate a corto di notizie mediche utili ed isolate
da parenti ed amici, quasi come avessero una malattia contagiosa,
finiscono in molti casi per cadere in depressione o peggio.
Servizi
relativi al territorio, assistenza specializzata domiciliare, visite
domiciliari, laddove il paziente sia
nell’impossibilità di muoversi, assistenza
fisioterapica, consulenza legale, fiscale e, soprattutto, un punto di
riferimento cittadino dove poter ricevere informazioni di prima mano,
cosiddette “di servizio” o semplicemente un
conforto.
Per realizzare tutto questo l’Associazione “SOS
Alzheimer” ha voluto costituirsi con una classe medica
specializzata, quindi ha provveduto a stipulare protocolli di
collaborazione con altre entità presenti sul territorio come
l’Associazione “Età Libera” e
la “Fondazione Sant’Antonio”. Aiutare
così le famiglie al momento impegnate a convivere con la
Malattia, senza dimenticarsi però di guardare oltre, alla
ricerca, per sostenerla.
Per questo riteniamo importante affiancare,
come possibile, enti di ricerca, meglio se italiani, come
l’EBRI per tentare di ottimizzare tempi e modi di reperimento
dei fondi, cercando di superare le tante e ben note
difficoltà burocratiche del nostro Paese, perché
siamo convinti che la scienza possa raggiungere anche
quest’altro importantissimo traguardo.
Maria Grazia
Giordano